Mese: settembre 2020
Ancora Caproni.
Possiamo dire con fermezza che Caproni sia stato uno degli ultimi a comporre poesie in perfetta osservanza dell’etimologia greca del termine: “poieo” = “fare“. Una tecnica finissima e la cura per il dettaglio più minuto (le iterazioni, le assonanze e perfino il ricorso all’anadiplosi, gloriosa figura retorica già tanto cara al “padre Dante“) non stingono minimamente l’ardenza del sentimento del ricordo. Questa è tratta dai Sonetti dell’anniversario, sezione di Cronistoria, e come le altre della raccolta è dedicata alla memoria della fidanzata Olga Franzoni, morta giovanissima tra le braccia del poeta.
Simone Salvi
Riproponiamo la lezione di congedo dall’insegnamento del professor Luca Serianni
Bel ritratto di Margherita Hack
Segnaliamo con piacere che il Premiolino 2020 è stato assegnato all’ottimo Nello Scavo
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Due libri su Dante
Una conferenza davvero bella. Luca Zuliani prende le mosse dall’analisi di “Alba”, poesia liminare de “Il passaggio di Enea”, per svolgere alcuni dei temi ricorrenti in gran parte della produzione di Caproni e che in questo sonetto sono già accennati.
Don Roberto il Vangelo non lo predicava soltanto, ma lo metteva in pratica con l’azione
Il secondo incontro tra Dante e Beatrice
L’episodio è narrato nella Vita Nova (1, 12): dopo un primo incontro avvenuto nel 1274, quando Dante aveva solo nove anni, il Poeta e Beatrice si incontrano di nuovo nove anni dopo. Dante è ormai diciottenne, Beatrice, nata nel 1266, ha un anno meno. Rinvio al testo per approfondire i dettagli di quel secondo incontro, tra l’altro descritto con insistita attenzione agli sconvolgimenti emotivi di un adolescente innamorato. Il fatto è stato fissato su tela nel 1883 da Henry Holiday, dotato pittore appartenente al gruppo dei Preraffaelliti, il quale commette però un errore nella resa di un particolare storico, mentre è minuziosa la ricostruzione dell’architettura della Firenze dell’epoca di Dante (il Ponte Vecchio, che sarebbe stato poi spazzato via dalla alluvione del 1333, allora era effettivamente in restauro). Al tempo dell’incontro Beatrice era una donna sposata e dunque non sarebbe mai uscita di casa senza la “benda”, il velo nero con soggolo che ricopriva capelli e mento prescritto alle donne maritate e a cui Dante allude in un notissimo passo di Purgatorio XXIV parlando di Gentucca, la donna lucchese non ancora sposata (“non porta ancor benda”), la cui identificazione è incerta e assai discussa, che gli farà amare la città: ”Femmina è nata, e non porta ancor benda”,/ cominciò el, “che ti farà piacere la mia città,/ come ch’om la riprenda.” Purg. XXIV, 43-45
Simone Salvi
HENRY HOLIDAY
Dante e Beatrice
olio su tela
1883
Liverpool, Walker Art Gallery